Tra i vari emendamenti della manovra Salva-Italia proposta e approvata dal governo Monti sono previste: la liberalizzazione delle attività commerciali, l'aumento del numero di licenze per i tassisti e l'apertura di nuove farmacie. Da queste nuove regole è nato un fermento notevole delle categorie in questione.
Oggi la protesta è dei tassisti che hanno avuto un assemblea e hanno deciso per lo sciopero per il 23 gennaio 2012, ma visto che si tratta di un servizio pubblico, per legge non possono aderire tutti, ma dovrebbero garantire un servizio minimo e anche su questo oggi ci sono tumulti: vengono aggrediti dai loro colleghi i tassisti che non vogliono aderire allo sciopero. Inoltre oggi molti non lavorano creando enormi disagi, soprattutto a Milano, Napoli e Roma dove la protesta è molto più ampia. I problemi maggiori si rilevano in prossimità degli aeroporti dove i turisti non sanno come spostarsi.
La protesta nasce dal fatto che già ad oggi i tassisti sono molti, aumentandone il numero, come per tutto il libero mercato, verrebbero diminuite le tariffe e sarebbe più difficile fare le stesse corse che fanno oggi. Quindi guadagnerebbero molto meno.
Nasce per condividere con tutti gli utenti articoli con le informazioni più disparate di molte categorie. Attualità, curiosità, animali domestici, casa e via discorrendo.
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venerdì 13 gennaio 2012
Decreto sulle liberalizzazioni: oggi la protesta dei tassisti
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lunedì 19 dicembre 2011
Milano, 325 lavoratori licenziati via fax
Le notizie inquietanti e sconcertanti di questo paese sono tante, troppe, ma vale la pena di conoscere, informarsi.
L’estate scorsa ben 325 lavoratori della Jabil – Nokia Siemens sono stati licenziati via fax. Avete capito bene, è bastata una semplice comunicazione su carta per dire a 325 persone lavoranti, di tutte le età, per lo più con famiglia e figli, che sarebbero stati licenziati da un giorno all’altro.
L’azienda in questione si trova a Cassina De’ Pecchi, in provincia di Milano.
Per rispondere a questa spregevole azione i lavoratori dell’azienda hanno iniziato un presidio a oltranza, si sono mobilitati informando le autorità, i mass media e i social network di questa situazioni, ma nessuno si è occupato di loro, se non Il Fatto Quotidiano e qualche emittente straniera…in Italia: il silenzio.
Ancora oggi queste persone stanno presidiando l’azienda per non permettere che vengano portati via anche i macchinari e cercare di difendere il loro lavoro, giovani, donne e uomini, madri e padri di famiglia passeranno il loro Natale in azienda.
Questo è uno spaccato dell’Italia, l’Italia del Nord….
Nel video che segue potrete trovare un’intervista e ulteriori informazioni su questa situazione che prosegue da troppo tempo. Il video e le interviste sono state realizzate da Il Fatto Quotidiano.
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lunedì 5 dicembre 2011
Il decreto salva Italia
La caduta del Governo Berlusconi ha fatto felici molti, ma la felicità è durata molto poco vista l’introduzione del Governo Monti che in meno di due settimane ha preso tutti i provvedimenti per salvare l’Italia, provvedendo a mettere in ‘mutande’ tutti gli italiani.
Raccontando della riforma delle pensioni il Ministro del Welfare si è addirittura messa a piangere, il che anticipa, le condizioni in cui ci metteranno in ginocchio mentre stiamo a guardare.
Oggi dovrebbe esserci l’approvazione dei vecchi Ministri, ma la manovra ormai si sa’, sarà fatta.
Vediamo i punti di questa manovra salva Italia:
- aumento dell’IVA al 23%
- pensionamento per le donne a 63 anni e per gli uomini a 66 fino al 2018 per poi aumentare di anno in anno l’età pensionabile. Abolizione delle pensioni di anzianità.
- Le province avranno diritto al solo contributo ottenuto dai bolli auto, quindi un drastico taglio di fondi che andranno a impattare sui servizi per i cittadini: al via i ticket sulla sanità.
- Tracciabilità del denaro per importi superiori a 1000,00 €, oltre i quali non si potranno più avere in contanti.
- Tassazione di tutti i beni di lusso.
- Rivalutazione delle rendite catastali dal 5% al 15%.
- Reintroduzione dell’ici sulla prima casa e introduzione dell’IMU
Questi sono solo alcuni dei punti sicuri di questa manovra che per far rimanere l’Italia nell’Eurozona ridurrà gli italiani in povertà e a pagare saranno sempre i meno abbienti, per non parlare dei giovani che non sono nemmeno menzionati e di crescita, che con questa manovra non ci sarà. Con una simile manovra la parola ‘recessione’ diventerà ancora più pesante.
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