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giovedì 15 marzo 2012

Elsa Fornero al tavolo coi Sindacati per la modifica dell'art.18


Mi sembra opportuno, prima di iniziare questo articolo, riportare in questo post di che cosa tratta l’art.18 dello statuto del Lavoro(articolo 18.)
 


ART. 18. - Reintegrazione nel posto di lavoro.
Ferma restando l'esperibilità delle procedure previste dall'art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice, con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente.
In ogni caso, la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione, determinata secondo i criteri di cui all'art. 2121 del codice civile.
Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al comma precedente è tenuto inoltre a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli in virtù del rapporto di lavoro dalla data della sentenza stessa fino a quella della reintegrazione.
Se il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso servizio, il rapporto si intende risolto.
La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.
Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
L'ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l'ha pronunciata.
Si applicano le disposizioni dell'art. 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.
L'ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.
Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo camma ovvero all'ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l'ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all'importo della retribuzione dovuta al lavoratore.

 
 
Come avrete capito dalla lettura dell’ormai famoso art.18 tratta della tutela del lavoratore per il reintegro dello stesso.
 
 
Il Ministro del Welfare Elsa Fornero, sta trattando con i sindacati sulla riforma dell’art.18. Vorrei aprire e chiudere una parentesi sul significato di Welfare: è un sistema di norme con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti tramite interventi su
- Assistenza sanitaria.
- Pubblica istruzione.
- Indennità di disoccupazione, sussidi familiari, in caso di accertato stato di povertà o bisogno.
- Accesso alle risorse culturali (biblioteche, musei, tempo libero).
- Assistenza d'invalidità e di vecchiaia.
- Difesa dell'ambiente naturale
- Controllo del pagamento delle giuste tasse
 
 
Dopo questa digressione prometto di parlarvi solo della proposta di Elsa Fornero sulla modifica che il Governo Monti vuole apportare al suddetto articolo dello Statuto dei lavoratori. La proposta tratta del diritto al reintegro solo nel caso in cui il licenziamento sia definito discriminatorio. Nel caso di licenziamenti per motivi economici, invece il lavoratore avrebbe diritto solo a un piccolo indennizzo. Se i motivi sono disciplinari dovrebbe essere il giudice a decidere sul possibile reintegro o sull’indennizzo. 
 
In buona sostanza non esisteranno più tutele giuridiche per i lavoratori licenziati per motivi economici o disciplinari. Ma in teoria tutti i licenziamenti dovranno essere sottoposti al controllo dei sindacati.
 
La questione è grave, in quanto è facile per le imprese, in questo periodo dichiarare difficoltà economiche per giustificare il licenziamento di un dipendente e questo non avrà diritto di appello.
 
Di fronte a questa proposta pare che i sindacati si siano aperti al dialogo, quindi presumo che in un modo o nell’altro, questo governo riuscirà a modificare anche l’art.18, intoccabile per la tutela del lavoratore. Vi aggiornerò appena avrò ulteriori informazioni in proposito, ma non si può stare zitti a guardare mentre manipolano le nostre vite, ragazzi aprite gli occhi.
 
ELSA FORNERO

mercoledì 14 marzo 2012

Monti e la Merkel a palazzo Chigi: complimenti e recessione. Uno spaccato d’Italia visto da un’italiana.



Ieri c’è stato un ‘clamoroso’ incontro a palazzo Chigi: la Merkel è venuta in Italia a complimentarsi con il governatore Mario Monti per il suo coraggio e le manovre che sono in perfetta linea con le richieste dell’Unione Europea. Tanti complimenti che si sono conclusi con un banchetto di tutto rispetto (pagato dagli italiani)  per il cancelliere tedesco e tutto il governo tecnico. Insomma un incontro finito a ‘tarallucci e vino’ per l’ilarità della casta.
Durante l’incontro Monti ha accolto con entusiasmo le lodi della Germania facendo un piccolo e trascurabile appunto: l’Italia è in recessione.

Mai nessuno avrebbe pensato che con i nuovi emendamenti del Professor Monti l’Italia potesse essere in recessione. Solo un pensiero, ma mentre le loro tasche si gonfiano come il loro pancino, avranno avuto un umile pensiero per gli italiani ch a stento riescono a tirare fine mese se sono fortunati?

Intanto la ‘sensibilissima’ Elsa Fornero sta provvedendo a chiacchierare con i sindacati per modificare l’articolo 18 per la nuova crescita del Paese. Scusate, ma a questo punto credo che vivano in un altro pianeta rispetto al nostro…se si obbligano gli italiani ad andar in pensione a 67 anni e li si incentiva economicamente a superare anche l’età pensionabile, i giovani come e quando entreranno nel mondo del lavoro? E coloro che a mezza età l’hanno perso a causa della crisi come potranno tornare nel mercato?

Probabilmente le mie domande sono futili per i nostri nuovi ministri e non è necessario porsele…


domenica 5 febbraio 2012

I misteri della costa concordia, neve e gelo in tutta Italia, intanto Monti mette le mani sull'articolo 18

Vi siete accorti che ultimamente i Tg è i vari talk show pomeridiani e serali hanno sempre un interessantissimo argomento che tiene tutti gli italiani incollati alla tv, che non tratta di politica?

Ora vi faccio qualche esempio: la nave Costa Concordia purtroppo si è incagliata, pare per una manovra errata del comandante Schettino e ci sono stati morti e dispersi. Di questo argomento hanno parlato tutti i programmi di tutte le reti tv, il guaio è che non si limitano a commentare il disastro e far parlare qualche testimone, ma iniziano un processo mediatico senza fine. Ad oggi siamo passati a un film in cui si insinuano i dubbi più assurdi. Cosa stava facendo Schettino quando la nave si è incagliata? Era per caso con la ballerina moldava che dice di amarlo? Sono stati ritrovati oggetti della donna nella cabina del capitano. Una love story all'interno di questa nave e avanti con tutte queste ipotesi da 2 settimane e oltre.

Tutta Italia è stretta dalla morsa di neve e gelo da una settimana e questo è un altro interessantissimo argomento da non farsi scappare: i tg dedicano gran parte del loro tempo a parlarne, con tanto di giornalisti a fare ' i pupazzi di neve' in autostrada per dimostrare che la circolazione è ferma.l Tante chiacchiere... Questa ondata di freddo siberiano era prevista da tempo e anche a Milano alcune zone non sono state ancora toccate da mezzi spargisale e i marciapiedi sono ghiacciati. Bene è un fenomeno anomalo, forse, ma a che serve parlarne in continuazione?
In Italia ragazzi servono i fatti.

Se non fosse stato per una infelice frase del dottor, professor, senatore Mario Monti che diceva : ' i giovani si devono abituare all'idea della flessibilità del posto di lavoro, il lavoro fisso è monotono', di cui i tg hanno dato una notizia spot tra una Concordia e una Nevicata eccezionale.

La questione è semplice, fanno di tutto per distogliere la nostra attenzione da quello che il Governo sta facendo sulle spalle di noi italiani.

La flessibilità era nata negli Stati Uniti per permettere a tutti di lavorare, fare esperienze diverse e crescere di professionalità con uno stipendio adeguato a conoscenze, studi ed esperienze sul campo, con la globalizzazione si voleva estendere questo concetto, ma in Europa e in Italia, per una cattiva gestione e una mentalità vecchia non è andata proprio così.

Il risultato delle modifiche è stato un incremento del lavoro nero e della disoccupazione soprattutto dei giovani, ma pare che al Governo non se ne siano accorti.

Inoltre l'articolo 18 della Costituzione italiana che tutela i diritti dei lavoratori, come è scritto, è un articolo della Costituzione e, in teoria, non potrebbe essere sconvolto o modificato a piacere da un governo tecnico, ma in Italia sembrano tutti in un altro mondo. Lo Spread è sceso allora vuol dire che va' tutto bene, no, non è così. Bene, lo spread è sceso e abbiamo più credibilità di fronte al resto d'Europa, ma questo a chi e a che cosa serve? Ve lo siete mai chiesto? Serve alle banche, agli speculatori finanziari e sostanzialmente ai ricchi che hanno tanti soldi da potersi permettere di perderli per un investimento. Risultato: poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi.

Scusate la digressione, torniamo all'articolo 18. Ciò che vuole fare questo Governo è cambiare i contratti di lavoro collettivi nazionali. Le aziende avranno modo di fare contratti (prima considerati atipici) direttamente con i dipendenti alle loro regole. Inoltre per i primi 3 anni dall'assunzione il dipendente potrà essere licenziato in qualunque momento senza giusta causa ( i sindacati che faranno????). Una domanda mi sorge spontanea: se il lavoro non c'è perché siamo in fase di recessione e non di crescita, a cosa serve cambiare l'articolo 18? A renderci ancora più schiavi per portate a casa il pane?

Io non oso commentare, ma avrete sicuramente capito il mio disappunto sul Governo, ma anche sull'ignoranza e l'indifferenza degli italiani che sembrano un popolo di ignavi e non hanno ancora capito che l'unione fa' la forza.

martedì 20 dicembre 2011

Art. 18 della Costituzione in deroga con la manovra


In Islanda i cittadini hanno riscritto la costituzione on-line, in Italia il Governo modifica la Costituzione senza che i cittadini ne siano a conoscenza e senza l’approvazione degli stessi.

In tutti i telegiornali e i programmi televisivi e anche in questo blog si è parlato della Manovra Salva-Italia del Governo Monti, ma degli emendamenti contenuti in questa manovra si conosce veramente troppo poco e credo che questa disinformazione non sia dl tutto casuale.

Ora sono venuta a conoscenza che il Governo, nell’emendamento 8 della manovra tratta dell’art.18 della Costituzione, quello dedicato ai lavoratori. Volete sapere di preciso cosa è stato proposto e approvato in questo emendamento? Una sostanziale modifica dell’articolo 18.

Non so se avete qualche nozione di diritto, ma per modificare o estinguere gli articoli della Costituzione esiste un iter ben preciso e molto lungo, in questo caso l’iter è stato saltato a piè pari sempre a discapito dei cittadini di questa Italia e con l’approvazione del Presidente della Repubblica.

I sindacati stanno lottando per questa modifica, ma ho i miei dubbi che ottengano qualche risultato efficace.

In buona sostanza l’emendamento 8 prevede che i contratti sottoscritti con il lavoratore possano essere soggetti a regole territoriali o aziendali senza rientrare nelle categorie dei contratti nazionali per il lavoro. Un esempio che ha anticipato questa nuova normativa è la FIAT. In pratica il lavoratore, se vuole lavorare, si deve adattare a orari, mansioni, modalità di assunzione e  conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro stabilite dall’azienda che decide di assumere. Inoltre sarà valido il licenziamento senza la necessità di indicare la giusta causa anche per le aziende con più di 15 lavoratori.
Trovo che tutto ciò sia veramente assurdo e inaccettabile perché in questo modo e in questo periodo di crisi dove i disoccupati sono davvero troppi, il potere tornerà come 50 anni fa’, nelle mani del ‘Padrone’, infatti non ci saranno alternative. Se una persona vuole lavorare deve accettare le condizioni del datore di lavoro con una minima tutela e sottomettendosi a tutte le richieste pena il licenziamento.
Lascio a voi i commenti, le mie parole sono terminate. Grazie!