Nasce per condividere con tutti gli utenti articoli con le informazioni più disparate di molte categorie. Attualità, curiosità, animali domestici, casa e via discorrendo.
Ormai
quotidianamente assistiamo a notizie di suicidi di imprenditori indebitati,
disoccupati padri di famiglia che preferiscono la via più semplice e non hanno
la forza di andare avanti in questa società che poco dà e molto pretende da noi
poveri cittadini.
Ma questi suicidi ormai non fanno più notizia, sono divenuti ormai una
squallida routine di cui nessuno si occupa, né preoccupa, tanto meno lo Stato
che dovrebbe avere dei grossi rimorsi di coscienza.
Questa Italia è divenuta
una giungla, in cui solo i più “forti” ce la fanno.
Oggi però volevo trattare
l’argomento “suicidi” che sarà su tutti i giornali e di cui si occuperanno
tutti i mass media perché il suicida di ieri è David Rossi, un uomo di 51 anni,
sposato con due figli, che si occupava della comunicazione aziendale di MPS
egregiamente.
Rossi si è suicidato lanciandosi dalla finestra del suo ufficio
sito in Rocca Salimbeni a Siena, lasciando nel cestino un biglietto con la
scritta: “Ho fatto una cavolata”. L’uomo è morto sul colpo, infatti all’arrivo
del 118 non c’era più nulla da fare.
La cosa che desta sospetti sulla sua morte
è che David Rossi era uno dei pochi a non risultare sul banco degli indagati.
Il 19 febbraio però, aveva subito la perquisizione del suo ufficio e della sua
abitazione dalla Guardia di finanza per l’inchiesta sul Monte dei Paschi, ma lo
stesso giorno erano stati perquisiti anche l’ex presidente e Rocca Salimbeni,
Giuseppe Mussari e Antonio Vigni.
Il
suicidio di David Rossi a me presenta molti punti oscuri, su cui bisognerebbe
fare chiarezza, a partire dal biglietto lasciato nel cestino e finendo al modo
in cui Rossi ha deciso di togliersi la vita lasciando moglie e figli. Ora lui
sicuramente non potrà più parlare.
Sarà stato un suicidio?
Vi
lascio riflettere su questa storia augurandomi che quello di Rossi sia stato il
primo e l’ultimo gesto della disperazione.